Roma antica agli albori
dell'Impero Romano

Appuntamento

Via dei Fori Imperiali (Colosseo)

Quota di partecipazione:
Intero – 13 €

Durata 1,30H

Contatti

3487704963
passeggiandoconsilvia@gmail.com
E all’ombra del ficus ruminalis, alle pendici del Palatino, si arrestò la cesta che trasportava i gemelli di Roma, frutto della castità violata di una vestale che non si era potuta negare al Dio della guerra. E salvati dal destino di ciò che sarebbe dovuta diventare Roma, vennero allattati dalla lupa ed allevati nell’oscura grotta del Lupercale. 
Così narra il mito di Romolo e Remo, legati da un fato che ne volle solo uno vincitore, e quel passo troppo oltre il Pomerium sentenziò il futuro di quella che sarebbe divenuta la capitale del più grande impero del mondo antico: era il 21 aprile 753 a.C. 
Ma quanto di vero c’è nel mito di Romolo e Remo? Purtroppo barcamenarsi tra realtà e mito in un epoca in cui forse non esisteva una vera distinzione tra verità storica e identità culturale può confondere senza i necessari punti di riferimento. Tralasciando le parti più aneddotiche della storia, dobbiamo realmente credere che Romolo possa avere una sua identità storica? E anche ammettendo la sua presunta storicità, come ha materialmente fatto per fondare Roma, per creare il suo popolo? E da dove provengono i romani?
L’archeologia ci aiuta. Il territorio del Latius Vetus era popolato ben prima dell’arrivo di Enea, Evandro e Romolo. Questi popoli antichi avevano creato aggregazioni abitative simili a piccoli villaggi di capanne, sparpagliati e spesso collocati in posizioni strategiche. Nel sito della futura Roma essi si dislocavano lungo i colli, che non corrispondevano a quelli della lista canonica. Roma nacque così, dall’aggregazione di questi villaggi sparsi. 
“Roma quanta fuit, ipsa ruina docet”. Sebastiano Serlio
La passeggiata solcherà i secoli di storia di Roma, dalla sua fondazione sul colle Palatino alle grandiose architetture del Foro Romano e del Colosseo. Una chiave di lettura squisitamente archeologica che ci rivelerà le radici della nostra cultura, oltre i miti e le leggende. E salendo verso il Carcere Mamertino, luogo di prigionia dei Santi Pietro e Paolo, ci arrampicheremo sul Campidoglio, l’acropoli di Roma, a cui il rione Campitelli deve il suo nome moderno. Un privilegiato punto di vista sulla città, con terrazze panoramiche inedite e scorci senza tempo. Antica sede del Tempio di Giove Capitolino, il più importante tra i colli romani, il Campidoglio vide l’orgoglio comunale di Roma e di Cola di Rienzo, ed oggi domina la città in tutta la sua michelangiolesca bellezza. 
Un aneddoto: sul Campidoglio sorgeva il Tempio di Giunone Moneta, appellativo riferito alla specifica qualità ammonitrice della divinità (dal latino moneo, colei che avverte). Correva l’anno 390 a.C., e i Galli, guidati da Brenno, stavano assediando il Campidoglio, ultima roccaforte della difesa romana, apparentemente inespugnabile. Quando i Galli tentarono l’irruzione, le oche sacre alla dea Giunone, collocate in un recinto nei pressi del tempio, cominciarono a starnazzare, avvisando i romani dell’imminente pericolo ed evitando la caduta di Roma. Quando, in età repubblicana, nel pressi del tempio di Giunone Moneta venne istituita l’Officina di coniazione del denaro, anch’essa ne ereditò il medesimo toponimo, la Moneta, termine usato, per estensione, ad indicare anche il denaro ivi prodotto.

Itinerario

Via dei Fori Imperiali, Colosseo (esterno), Foro Romano (esterno), Fori Imperiali (esterno), via di San Pietro in Carcere, Clivio Argentario, terrazze panoramiche, Campidoglio, Statua di Marco Aurelio, Terrazza Caffarelli (opzionale) con panorama su Roma
Accessibilità:
la passeggiata è accessibile per le persone con problemi di mobilità
In caso di maltempo, ogni annullamento o variazione verrà prontamente comunicata ad ogni partecipante.

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