Isola Tiberina sotterranea
e il Velabro

Appuntamento

Via del Velabro 19

Quota di partecipazione:
15 euro

Durata 1,30H

Contatti

3487704963
passeggiandoconsilvia@gmail.com
Il Velabro era una zona paludosa dell’antica Roma, il cui toponimo, di origine incerta, può essere riferito al verbo latino velaturam facere, ovvero traghettare, poiché i suoi terreni acquitrinosi, per essere attraversati, richiedevano l’ausilio di piccole imbarcazioni. Essendo un avvallamento naturale che dalle pendici del Palatino si estendeva fino al Tevere, il Velabro era spesso esposto alle inondazioni del fiume, che la resero un’area malsana e non abitabile finché la costruzione della Cloaca Maxima ne permise la bonifica. 
Oggi la valle del Velabro è una delle zone più suggestive, sebbene meno note di Roma, dominata dai grandi complessi di San Giorgio al Velabro e Santa Maria in Cosmedin, nel cui portico è murata la celebre Bocca della Verità, in realtà un antico tombino romano. 
In epoca antica l’area era occupata dal Foro Boario, il mercato del bestiame ed antico emporio della città. Sorto nel III secolo a.C., era monumentalizzato da due santuari pagani, i cui resti ancora dominano lo slargo moderno: il Tempio di Portuno, dedicato al dio dei Porti, per la vicinanza al Porto Tiberino, e il Tempio di Ercole vincitore, la cui forma circolare ne ha determinato l’impropria identificazione per secoli col Tempio di Vesta.
In posizione dominante sulla valle del Velabro troviamo uno dei luoghi più caratteristici di Roma, l’Isola Tiberina, da sempre naturale ponte tra le due sponde del Tevere. 
La leggenda della sua fondazione narra che, in occasione della cacciata di Tarquinio il Superbo, i romani gettarono nel fiume le riserve di grano del re, sacre al dio Marte che, ammassandosi proprio dove il Tevere formava un’ansa all’altezza del Foro Boario e coperti dalla melma e da altri detriti trascinati dal fiume, diedero origine all’Isola.
La tradizione più nota, invece, ne collega la fondazione al dio della medicina Esculapio. A causa dell’imperversare di una terribile pestilenza, i romani inviarono un’ambasceria  presso il tempio del dio ad Epidauro, dove uno dei serpenti sacri salì sulla trireme romana che stava salpando alla volta di Roma. Durante la risalita del Tevere il serpente scese dalla nave proprio all’altezza dell’Isola Tiberina, annidandosi tra le sterpaglie e scomparendo nelle acque. I romani edificarono in quel luogo esatto un grandioso tempio dedicato al dio della medicina che, soddisfatto, pose immediatamente fine alla pestilenza. 
A ricordo dell’episodio, i romani monumentalizzarono la struttura dell’Isola trasformandola in un’imponente imbarcazione con grossi blocchi di travertino, erigendone al centro un obelisco a ricordo dell’albero maestro della nave sul quale si era annodato il serpente sacro di Esculapio. 
Il santuario del dio sorgeva sul sito dell’attuale chiesa di San Bartolomeo, costruita per volontà dell’imperatore Ottone III nel 997 d.C. sulle rovine del tempio romano, i cui resti sono ancora visibili nello straordinario sito sotterraneo. 
La visita guidata ci condurrà alla scoperta di uno dei quartieri più suggestivi di Roma, restituendocene l’immagine di città bagnata dal fiume. Scopriremo i maestosi templi pagani di Ercole e Portuno, l’Arco di Giano e l’Arco degli Argentari, i resti della Cloaca Maxima e la storia di quella valle dove approdò la cesta con i gemelli Romolo e Remo, portata proprio dalle acque del Tevere in piena fino ai piedi del Ficus Ruminalis.
Raggiungeremo dunque l’Isola Tiberina, attraversando due dei più antichi ponti romani ancora superstiti, Ponte Fabricio e Ponte Cestio, fino alla Cripta della Basilica di San Bartolomeo, un’area archeologica sotterranea sospesa nel tempo, tra le rovine del tempio romano e i resti del primitivo edificio cristiano. 

Itinerario

Valle del Velabro, San Giorgio al Velabro, Arco di Giano, Arco degli Argentari, Bocca della Verità e Santa Maria in Cosmedin (compatibilmente con gli orari di apertura), resti della Cloaca Maxima, Ponte Fabricio, Ponte Cestio, Isola Tiberina e banchina, resti romani, Basilica di San Bartolomeo ed accesso esclusivo alla cripta sotterranea, Ponte Rotto
Accessibilità:
la passeggiata è parzialmente accessibile per le persone con problemi di mobilità. In caso di maltempo, ogni annullamento o variazione verrà prontamente comunicata ad ogni partecipante.
In caso di maltempo, ogni annullamento o variazione verrà prontamente comunicata ad ogni partecipante.

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