I sotterranei della Basilica di San Clemente

Il complesso di San Clemente costituisce uno dei più interessanti esempi di stratificazione archeologica, che ci illustra meglio di ogni altro come a Roma le diverse epoche storiche si siano sovrapposte le une alle altre senza soluzione di continuità. L’attuale Basilica di San Clemente, edificata da papa Pasquale II nel 1108 e nota per il lucente mosaico absidale dell’Albero della vita, raffinato esempio di decorazione musiva romana, è solo la punta di diamante immediatamente visibile di un’area archeologica più ampia. Penetrando nelle profondità della storia dell’Urbe, si potrà raggiungere il primo livello archeologico, quello della primitiva basilica cristiana, il titulus Clementis di IV secolo, con i suoi splendidi affreschi parietali, spesso considerati i primi fumetti ante litteram della storia, ove le immagini sono accompagnate da didascalie scritte in quella lingua volgare delle origini, memoria del nostro passato. L’eccezionale straordinarietà del sito si rivela soprattutto scendendo nel livello sotterraneo più profondo tra quelli visitabili, ove affiorano i resti di edifici della prima età imperiale (I secolo d.C.), sebben scavi archeologici abbiano documentato l’esistenza di un livello ancora più profondo di alcuni metri, a cui appartengono i resti di abitazioni repubblicane che popolavano la valle del Colosseo, distrutte dal devastante incendio del 64 d.C.

Nel livello più profondo, di fronte ai nostri occhi, un antichissimo vicolo romano, un vicus stretto ed angusto di appena 80 centimetri, sul quale si raffrontano i due edifici più antichi del complesso, a 15 metri di profondità dalla città moderna: una costruzione più modesta in mattoni, identificata come un insula romana, ovvero un’unità abitativa di tipo estensivo, dove gli appartamenti, disposti su più piani, si articolano intorno ad un cortile centrale, e un horreum, un edificio più grandioso in blocchi di tufo dell’Aniene. Quest’ultimo aveva con molta probabilità carattere commerciale: la vicinanza con l’Anfiteatro Flavio e con gli uffici della Zecca imperiale (Moneta), documentati nella zona, ha suggerito la possibilità di riconoscervi una struttura di supporto all’uno o all’altro impianto. Il lato sud di questo edificio è oggi caratterizzato da due ambienti, attraverso le cui pareti è possibile scorgere il fluire limpido e cristallino di un torrente sotterraneo, che anticamente formava una sorta di area lacustre sotto San Clemente. L’acqua potrebbe provenire da una perduta sorgente o forse da un acquedotto che anticamente riforniva le case repubblicane ma, in ogni caso, oggi fluisce in un canale artificiale. Uno degli ambienti più straordinari del complesso è tuttavia il Mitreo, istallato nel cortile centrale dell’insula alla fine del II secolo d.C. Questo straordinario ambiente di culto, del quale sopravvivono il vestibolo di ingresso, il triclinio per i banchetti rituali, e la scuola per l’istruzione degli adepti, ci testimonia lo straordinario sviluppo che ebbe a Roma questa religione misterica di origine orientale.

Visitare il complesso di San Clemente significa affondare i piedi nella storia: man mano che si scende, ogni passo ci porta sempre più indietro nel tempo.

Itinerario: la Basilica di San Clemente e i livelli archeologici sotterranei

Accessibilità: la passeggiata è parzialmente accessibile per le persone con problemi di mobilità. In caso di maltempo, ogni annullamento o variazione verrà prontamente comunicata ad ogni partecipante.

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Data

Lug 03 2021
Expired!

Ora

16:00 - 17:00

Costo

22.00

Luogo

Roma
Categoria
Silvia Tofoni

Organizzatore

Silvia Tofoni
Telefono
+39 348 770 4963

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